Progetto umanitario mensa bambini poveri

OBIETTIVO E BENEFICIARI

Il progetto “Mensa Bambini Poveri” è stato studiato e sviluppato, dalla nostra Associazione, in collaborazione con Padre Ottavio Sabbadin, missionario in Bolivia e originario della Provincia di Treviso, in accordo con le Istituzioni pubbliche locali.

Consiste nella realizzazione di una mensa poli funzionale che possa soddisfare le necessità alimentari di bambini / giovani disadattati e di strada e come servizio di sostegno e garanzia alimentare alle opere missionarie di Santa Cruz (Hogar Don Bosco, Techo Pinardi, Patio Don Bosco, Granja Moglia, Mano Amiga, Barrio Juvenil e Casa Miguel Magone).

progetto umanitario-mensa ragazzi di-strada pianta
DESTINAZIONE

Il progetto Mensa Bambini Poveri prende sviluppo in una area di proprietà delle Istituzioni religiose boliviane. La cittadina di riferimento è S. Cruz nell’ omonimo dipartimento in Bolivia. A coordinare l’intervento e poi attivare il centro sarà Padre Ottavio Sabbadin.

progetto umanitario-mensa ragazzi di-strada mappa
Supervisori per questo progetto saranno Padre Thelian Argeo Corona Cortes attuale rettore dell’università di La Paz ed il Cav. Antonio Ferronato volontario di Mogliano Veneto.

INTERVENTI

Realizzazione di una struttura edilizia.

progetto umanitario-mensa ragazzi di-strada casa

TEMPI DI REALIZZAZIONE

Inizio primavera 2013, fine lavori anno 2014 con conseguente attivazione della mensa poli funzionale.

COSTI

L’intervento complessivo comporta un preventivo di spesa di 30.000,00 euro.

IMPEGNO ASSOCIATIVO

I tempi di realizzazione potranno variare da quelli sopra esposti a seconda delle possibilità economiche dell’Associazione che si rende garante in questa operazione. Molto dipenderà dalla partecipazione delle comunità locali, dalle parrocchie, dalle Istituzioni pubbliche italiane e quelle Boliviane.

Progetto umanitario Operation Emergencia

Il progetto umanitario “Operation emergencia” riguarda l’acquisto e il successivo allestimento dell’ambulanza destinata all’ospedale di Monteagudo – Bolivia.

Il mezzo acquistato a Forlì dopo essere stato revisionato,  previo interventi di meccanica e carrozzeria, ha avuto “momenti” di presenza nel nostro territorio finalizzati a sensibilizzare la popolazione locale sull’importanza e utilità dello stesso per la comunità di Monteagudo.

Importanti eventi  organizzati, hanno avuto successo grazie anche alla collaborazione e partecipazione dei nostri sostenitori.  Ricordiamo in particolare, due giorni a Treviso in Piazza Borsa, la manifestazione dedicata in Piazza a Zero Branco con la “simulazione d’intervento”, la presenza nel periodo dei mercatini di Natale sempre a Zero Branco e la benedizione del mezzo a Scandolara.

Il 14 marzo 2012 la nave cargo Alemania è salpata da Marghera con il container contenente la nostra ambulanza e dopo circa quarantacinque giorni di navigazione è giunta nel porto di Arica in Cile, dove il mezzo a seguito delle operazioni doganali è stato finalmente preso in consegna dalle suore di Monteagudo.

Per noi una grande soddisfazione che ripaga tempo e denaro investiti per questa buona causa. Tanta burocrazia ci ha costretto a straordinari non preventivati. Per la buona riuscita dell’operazione un nostro socio si è anche recato a un incontro nella capitale con l’Ambasciatore di Bolivia.

Economicamente la nostra Associazione ha sopportato costi non indifferenti che si sono ridotti grazie alle donazioni dei sostenitori che sono state indispensabili per sostenere le spese per l’allestimento del mezzo. Ricordo in particolare l’acquisto del defibrillatore e di tanto altro materiale e attrezzatura sanitaria utile anche allo stesso ospedale. Infine Il dono della carrozzina per non deambulanti che mancava nel mezzo.

La nostra Associazione ha soddisfatto la primaria esigenza dell’ospedale di Monteagudo in Bolivia che aveva la necessità urgente di un’ambulanza .L’ospedale, ex lebbrosario, gestito dalle suore Mariane era privo di questo indispensabile mezzo .Le suore da tempo ci manifestano la necessità di avere un mezzo per il trasporto di malati che in alcuni casi purtroppo giungevano anche a perdere la vita per la mancanza di immediata assistenza.Come operatori e volontari non potevamo fare finta di niente e pur essendo impegnati nel fronte della “scolarizzazione” lo abbiamo acquistato. L’automezzo, usato, prima dell’invio a Monteagudo, è stato sottoposto a manutenzioni (carrozzeria e meccanica) ed è stato completamente attrezzato.

Tutto questo è merito di condivisione e sensibilità che hanno trovato in voi il merito di essere attori non casuali, persone abituate a sostenere, vivere e condividere con  il prossimo.

Le suore  e la popolazione locale ringraziano tutti coloro che hanno in qualche modo contribuito a questo progetto.

Benedizione ambulanza

“L’AMBULANZA DELL’ASSOCIAZIONE BRACCIA APERTE ONLUS PARTE PER LA BOLIVIA”

Domenica 08 gennaio, a Scandolara, al termine della S. Messa delle ore 10,30 il parroco Don Giuseppe  ha  benedetto l’ambulanza destinata all’ospedale di Monteagudo in Bolivia. Questo mezzo è stato acquistato dall’Associazione Braccia Aperte su richiesta delle suore Mariane che da anni lo attendono per poter soccorrere i campesinos bisognosi.

All’evento hanno partecipato una folta delegazione di volontari della Croce Verde “La Marca” con numerose ambulanze di servizio ed una delegazione dell’Amministrazione Comunale di Zero Branco rappresentata dall’assessore Ornella SCHIAVON.

Un ringraziamento particolare va a:

CROCE VERDE “LA MARCA” – CHE HA CONTRIBUITO E SUPPORTATO TUTTA L’OPERAZIONE
GRUPPO MANIFESTAZIONI S. ROCCO E DON GIUSEPPE – CHE HANNO CONCESSO OSPITALITA’ ED UN TETTO AL MEZZO IN QUESTI MESI
COMUNE DI ZERO BRANCO – PER LA CONCESSIONE DEL PATROCINIO E LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO
Benedizione ambulanza 8.1.2012

Simulazione d’incidente stradale. Zero Branco 13.11.2011

L’Associazione Braccia Aperte Onlus in collaborazione con La Croce Verde “La Marca”e con il Patrocinio del Comune di Zero Branco, hanno organizzano Domenica 13 novembre 2011 a Zero Branco:

“Simulazione d’intervento di primo soccorso”

nell’occasione è stata utilizzata l’ambulanza Mercedes 314 da destinare a Monteagudo (Bolivia) all’ospedale, ex lebbrosario, gestito dalle suore Mariane e sono stati consegnati, dai responsabili della formazione della Croce Verde “La Marca”, gli attestati frequenza del “corso di primo soccorso” a tutti i partecipanti.

Vedi il filmato:

Parte prima

parte seconda

parte terza 

Progetto umanitario Santa Fe

Il progetto umanitario Santa Fe è stato studiato e sviluppato in collaborazione con Suor Noris, madre generale dell’ordine “Suore Rosarie di Udine”.
Si è realizzato un centro idoneo ed attrezzato per la formazione di insegnanti di ogni ordine di scuola ed il recupero alla scuola di giovani ragazzi.
L’opera ha preso sviluppo collocandosi in un fabbricato esistente, di proprietà delle suore. La cittadina di riferimento è Santa Fe nel dipartimento
di S.Cruz in Bolivia.
A Coordinare l’intervento e poi attivare il centro sono state le stesse suore attualmente presenti in loco.INTERVENTI

  1. Rifacimento parziale e recupero di struttura muraria esistente
  2. Allestimento locali con arredi funzionali al servizio didattico e scolastico
  3. Acquisto di materiali didattici
  4. Acquisto attrezzatura didattica
  5. Avvio corsi di primaria formazione per insegnanti e di recupero alunni

Progetto umanitario Hogar de Dios

Casa di accoglienza per bambini disabili
Progetto umanitario realizzato (1999-2005)

 

Quest’opera si è sviluppata su un terreno acquistato dalla nostra Associazione nell’anno 2000. Quarantacinque ettari di terreno incolto ora destinati a pascolo per il bestiame, determinante per la produzione di latte e carne, così da rendere autosufficiente, una volta a regime, il fabbisogno alimentare degli ospiti.

La casa di accoglienza, progettata a suo tempo da un architetto boliviano, prevedeva dimensioni per ospitare 17 bambini disabili, con un costo che si aggirava sui 180000 dollari. In seguito, dopo una attenta supervisione da parte del nostro socio, Arch. Mario Alessandro Vanzetto, il progetto veniva modificato e potenziato in modo tale da poter ospitare, in 1500 Mq. Interamente coperti, almeno 50 bambini, un ambulatorio dentistico e un ambulatorio medico (che è anche a disposizione della comunità locale) nel rispetto delle normative italiane ed europee sui disabili, senza peraltro deturpare le caratteristiche architettoniche del luogo. Ovviamente tutto questo ha comportato un aumento di spesa che è salito a circa 250000 dollari. Le modifiche inoltre hanno portato ad un allungamento naturale dei tempi stimati per il completamento dell’opera, che è giunta a definitivo compimento nel mese di settembre 2003.

La mano d’opera è stata costituita da manovali e muratori locali. Gli impianti elettrici ed idraulici sono stati realizzati da alcuni nostri volontari .
Dall’Italia abbiamo inviato diverso materiale per la costruzione di questa casa di accoglienza, grazie anche al contributo di aziende che insieme a privati, ci hanno donato, tra l’altro, la sala di fisioterapia, le porte, il materiale telefonico e parte del materiale elettrico.
Contributi economici massicci di amici e di anonimi hanno sostenuto e continuano a sostenere le nostre iniziative, il tutto unito allo sforzo dei nostri soci che, costantemente, attraverso la promozione dell’Associazione con concerti, mercatini ed attività varie, sensibilizzano l’opinione pubblica.
Il 4 ottobre 2003 l’istituto è stato inaugurato con la presenza di autorità civili e religiose. La rappresentanza della nostra Associazione era composta dal Presidente, i due vice Presidenti e tre consiglieri. Le autorità locali boliviane erano rappresentate dal Sindaco, l’Assessore regionale ai servizi sociali, il responsabile dei minori della Provincia. Vi era poi la segretaria del Consolato italiano, esponenti del Rotari Club di S. Cruz ed altri esponenti di rilievo delle istituzioni boliviane.
A benedire l’istituto è stato Mons. Tito Solari Arcivescovo di Cochabamba, di origine friulana, coadiuvato da Padre Carlo Longo, Rettore delle Università Salesiane, anche lui originario della provincia di Padova, oltre ad altri missionari che operano in Bolivia.
A Toni e Marisa, responsabili dell’Associazione Hogar de Dios è stato consegnato ufficialmente questo istituto perché possano così al più presto dare una casa e l’assistenza dovuta ai bimbi disabili di quella terra.

Il progetto Hogar de Dios, terminato per quanto riguarda la costruzione dell’istituto ha continuato così a necessitare di un ulteriore periodo di sostegno da parte nostra in quanto si è giunti a concordare con gli operatori Toni e Marisa un programma di sostegno e sviluppo a tempo tale da portare all’autosufficienza economica di tutta l’opera. Sono stati così inviati un impianto di mungitura (donato da una azienda di Padernello) ed una cisterna per la conservazione del latte da noi acquistata (17.000,00 euro), necessari per il potenziamento della fattoria, fonte primaria per il sostentamento dell’Hogar de Dios.
Le previsioni nostre sono che una volta a regime,questa opera sarà in grado di ospitare 70 bambini disabili e dare lavoro a 50 persone tra operatori sanitari e campesinos.

La nostra Associazione ha così ultimato questo primo suo grande impegno.

Nell’anno 2012 ha preso avvio la produzione di formaggi e derivati, realizzati grazie alla costruzione di un caseificio voluto da Antonio, sovvenzionato da gruppi della provincia di Treviso e dalla CEI.

A distanza di alcuni anni, possiamo ancora una volta riconoscere quanto importante sia stata la realizzazione di quest’opera, infatti, attualmente la stessa ospita 42 bambini, curati con attenzione ed amore dalla coppia Antonio e Marisa. Igiene, ordine e pulizia regnano all’interno del fabbricato. Terapie opportune sono applicate a loro favore.

La nostra Associazione ritiene doveroso riconoscere merito a questi volontari che si concedono da anni per il bene altrui.

Progetto umanitario Monteagudo

 

Il progetto umanitario “Monteagudo” prende questa denominazione per il fatto di essere realizzato nell’omonima cittadina boliviana. Ha previsto la realizzazione di un complesso scolastico utile a favorire la formazione di bambini e ragazzi in età scolare dai quattro ai diciotto anni.

Quest’opera proposta dalle suore Mariane, ordine religioso boliviano, ha trovato interesse presso le istituzioni pubbliche boliviane e in accordo con i padri di famiglia ha preso avvio una prima fase di progettazione.

A seguito della realizzazione di questo progetto di massima, poi presentato alla nostra Associazione, si è deciso unanimemente di sostenere questa meritevole opera missionaria, non prima di aver posto alcune condizioni a garanzia della buona riuscita dell’intervento.
E’ stato rivisto il progetto da un nostro architetto il quale ha apportato modifiche di carattere strutturale.
Successivamente abbiamo istituito un coordinamento di persone per il controllo e la sorveglianza della gestione economica ed operativa dell’opera. I referenti di questo gruppo sono stati:

• Suor Deifilia, economa generale dell’ordine delle suore Mariane;
• Padre Corona, Rettore dell’università salesiana di La Paz;
• Padre Longo, direttore dei centri don Bosco di S. Cruz;
• Antonio Ferronato nostro volontario presente parecchi mesi all’anno in Bolivia.

Il progetto ha previsto la realizzazione di ventiquattro aule a uso didattico, di laboratori, segreteria, mensa, ambulatorio medico, oltre naturalmente a bagni e locali di servizio vari.
La struttura è composta di tre grandi fabbricati: Primo blocco di dodici aule, secondo blocco di altre dodici aule e terzo blocco per i restanti locali. Le ventiquattro aule sono state realizzate con un impegno economico di 300.000,00 euro reperiti tra gli anni 2006 e 2010. I restanti servizi sono stati ultimati alla fine dell’anno 2012 con un costo di circa 135000,00 euro, il tutto grazie alla costante attività di promozione dei nostri soci che hanno sensibilizzato singoli privati ed aziende.

Durante la realizzazione del complesso vi sono stati momenti importanti e di grande interesse che hanno coinvolto le Istituzioni Italiane e Boliviane. Nel 2008 abbiamo inaugurato il primo blocco di aule per 450 ragazzi. Un momento significativo è stato quello di vedere la bandiera italiana e boliviana svettare sopra il tetto della struttura, di sentire cantare e suonare i due inni nazionali e vedere il taglio dei nastri. La stessa manifestazione si è ripetuta nel 2010 con l’inaugurazione del secondo blocco di aule e la posa della prima pietra del terzo blocco. A ottobre 2012 la grande inaugurazione che ha posto fine ufficialmente a quest’opera: inaugurazione terzo blocco e consegna simbolica delle chiavi di tutto il complesso. Ora, per sempre, svettano nel piazzale centrale tre bandiere, quella italiana, quella boliviana e quella della città di Monteagudo.

Questa grande opera ha visto l’interesse in Italia da parte di Istituzioni, privati e persone comuni. Offre ai tanti giovani di Monteagudo l’opportunità unica di darsi un futuro e di dare futuro alla propria gente.

P. Carlo Longo con una sua massima, “la mancanza di cultura crea povertà” da una chiara idea di quello che quest’opera dovrà smentire.

Aule e servizi realizzati per il presente e il futuro, che a sorpresa, anche nostra, dal 2013 darà ospitalità a tre corsi universitari. Omaggio del Rettore dell’università salesiana di La Paz. In accordo con le suore Mariane e il Comune di Monteagudo ci ha sottoposto il giorno dell’inaugurazione una convenzione che ha voluto firmassimo anche noi, relativa all’avvio in questa nuova sede di facoltà universitarie. Per noi la ciliegina sulla torta. Mai avremmo immaginato si potesse giungere a tanto.

Ora ancora qualche intervento minore di completamento e finitura di questa scuola già operativa. E’ dovuto, pur non essendo stato previsto in fase progettuale, proprio in considerazione della validità e potenzialità della stessa.

progetto umanitario monteagudo
progetto umanitario monteagudo